Psicoterapia di Coppia


❝ Il legame d’amore tra attaccamento e autonomia ❞
Come ogni fenomeno dell’esistenza umana anche la vita di coppia è un processo, un continuo divenire il cui cambiamento si costituisce attimo dopo attimo e può portare sia alla trasformazione sia all’ estinzione della coppia. Ogni trasformazione è resa possibile dalla abilità delle persone di tenere in vita un nucleo di base, nel nostro caso la relazione d’amore, accompagnandolo con la modifica pressoché continua delle modalità espressive e dello stile di vita.
Quando la coppia arriva nello studio dello psicoterapeuta, dunque, porta un disagio che, se pur appare motivato da attuali e specifiche contingenze, in effetti è il segno di un malessere che si è andato accumulando nel tempo. I due partner non hanno saputo elaborare e trasformare nel tempo i cambiamenti personali, sociali e del ciclo di vita della coppia creando nuove modalità del vivere insieme, non hanno saputo gestire i conflitti di fronte ai quali la vita quotidiana li ha posti sia come singoli individui (conflitti intrapsichici) sia come coppia/famiglia (conflitti relazionali), sia come cittadini (conflitti sociali).
Spesso un problema significativo portato dalla coppia è la divergenza nei tempi e nelle priorità di bisogni, di desideri, di interessi e la difficoltà a coordinare modalità e tempi per la loro soddisfazione. Negli incontri psicoterapeutici sottolineare questa complessità della vita sia per ciascun individuo sia per la coppia è oltremodo utile ed aiuta ad elaborare difficoltà che, sorte in ambiti diversi, si ripercuotono nelle relazioni tra i partner e nelle relazioni intrafamiliari.
Nell’immaginario collettivo il conflitto è considerato espressione di una situazione patologica della coppia: al contrario il conflitto è la condizione stessa affinché la coppia, come la democrazia, esista. Il conflitto nasce dalla diversità senza la quale non esiste “vita”: è il modo di gestirlo che fa la differenza.
La parola crisi dunque può essere intesa nel senso di grave incertezza, instabilità e difficoltà in relazione all’accumularsi di conflitti irrisolti che i partner non hanno saputo gestire (Gestalt inconcluse) e che si ripresentano costantemente secondo contenuti differenti. Ma crisi significa anche momento di passaggio che richiede scelte non più rinviabili ed offre la possibilità di una loro gestione consapevole ed adeguata per entrambi i partner. In greco il termine crisis deriva dal verbo krinein decidere, distinguere e significa, quindi, scelta, decisione.
Nel setting della terapia di coppia dunque si lavora per agevolare e migliorare le competenze nel comunicare, in modo da aiutare a rendere esplicite e quindi confrontabili, le aspettative e le motivazioni profonde di specifici comportamenti ma anche del complessivo “stare insieme” che, da una parte sembra tanto tormentante, dall’altra è così doloroso pensare di abbandonare.
Nel lavoro psicoterapeutico con le coppie si intende aprire ai due partner possibilità per un nuovo modo di vivere in coppia passando dall’attribuzione all’altro di tutta la responsabilità del benessere e/o del malessere personale e di coppia, alla possibilità di assumersi la responsabilità della propria esistenza, consapevoli dell’importanza che l’altro ha, ma liberi di scegliere se e come stare in relazione con lui/lei.
Lo psicoterapeuta interviene allora nella seduta per aiutare ad esplicitare, per far costruire “ponti” che portino l’uno verso l’altro, per far rispettare regole fondamentali per la vita di coppia a partire dalle regole della comunicazione, per agevolare il contatto con i vissuti emotivi non solo propri ma anche del partner in modo da poter entrare in una risonanza empatica fatta di uguaglianze ma soprattutto di differenze e da qui comprendere il punto di vista dell’altro non solo cognitivamente ma anche, e soprattutto, emotivamente.
La risonanza emotiva che si può vivere mettendosi nei panni dell’altro è fondamentale non per condividere ed accettare obbligatoriamente opinioni e comportamenti del partner, ma per rendersi conto di cosa si può provare guardando gli eventi da un altro punto di vista, per rendersi conto di emozioni e sensazioni che, in quanto non appartengono alla persona, sono difficili da percepire pur costituendo aspetti essenziali della vita dell’altro.
Amare vuol dire accogliere non solo ciò che si condivide o ciò che comunque si comprende, ma piuttosto ciò che non è neppure comprensibile per la persona che ama.


❝ Il legame d'amore tra attaccamento e autonomia ❞
Come ogni fenomeno dell’esistenza umana anche la vita di coppia è un processo, un continuo divenire il cui cambiamento si costituisce attimo dopo attimo e può portare sia alla trasformazione sia all’ estinzione della coppia. Ogni trasformazione è resa possibile dalla abilità delle persone di tenere in vita un nucleo di base, nel nostro caso la relazione d’amore, accompagnandolo con la modifica pressoché continua delle modalità espressive e dello stile di vita.
Quando la coppia arriva nello studio dello psicoterapeuta, dunque, porta un disagio che, se pur appare motivato da attuali e specifiche contingenze, in effetti è il segno di un malessere che si è andato accumulando nel tempo. I due partner non hanno saputo elaborare e trasformare nel tempo i cambiamenti personali, sociali e del ciclo di vita della coppia creando nuove modalità del vivere insieme, non hanno saputo gestire i conflitti di fronte ai quali la vita quotidiana li ha posti sia come singoli individui (conflitti intrapsichici) sia come coppia/famiglia (conflitti relazionali), sia come cittadini (conflitti sociali).
Spesso un problema significativo portato dalla coppia è la divergenza nei tempi e nelle priorità di bisogni, di desideri, di interessi e la difficoltà a coordinare modalità e tempi per la loro soddisfazione. Negli incontri psicoterapeutici sottolineare questa complessità della vita sia per ciascun individuo sia per la coppia è oltremodo utile ed aiuta ad elaborare difficoltà che, sorte in ambiti diversi, si ripercuotono nelle relazioni tra i partner e nelle relazioni intrafamiliari.
Nell’immaginario collettivo il conflitto è considerato espressione di una situazione patologica della coppia: al contrario il conflitto è la condizione stessa affinché la coppia, come la democrazia, esista. Il conflitto nasce dalla diversità senza la quale non esiste “vita”: è il modo di gestirlo che fa la differenza.

La parola crisi dunque può essere intesa nel senso di grave incertezza, instabilità e difficoltà in relazione all’accumularsi di conflitti irrisolti che i partner non hanno saputo gestire (Gestalt inconcluse) e che si ripresentano costantemente secondo contenuti differenti. Ma crisi significa anche momento di passaggio che richiede scelte non più rinviabili ed offre la possibilità di una loro gestione consapevole ed adeguata per entrambi i partner. In greco il termine crisis deriva dal verbo krinein decidere, distinguere e significa, quindi, scelta, decisione.
Nel setting della terapia di coppia dunque si lavora per agevolare e migliorare le competenze nel comunicare, in modo da aiutare a rendere esplicite e quindi confrontabili, le aspettative e le motivazioni profonde di specifici comportamenti ma anche del complessivo “stare insieme” che, da una parte sembra tanto tormentante, dall’altra è così doloroso pensare di abbandonare.
Nel lavoro psicoterapeutico con le coppie si intende aprire ai due partner possibilità per un nuovo modo di vivere in coppia passando dall’attribuzione all’altro di tutta la responsabilità del benessere e/o del malessere personale e di coppia, alla possibilità di assumersi la responsabilità della propria esistenza, consapevoli dell’importanza che l’altro ha, ma liberi di scegliere se e come stare in relazione con lui/lei.

Lo psicoterapeuta interviene allora nella seduta per aiutare ad esplicitare, per far costruire “ponti” che portino l’uno verso l’altro, per far rispettare regole fondamentali per la vita di coppia a partire dalle regole della comunicazione, per agevolare il contatto con i vissuti emotivi non solo propri ma anche del partner in modo da poter entrare in una risonanza empatica fatta di uguaglianze ma soprattutto di differenze e da qui comprendere il punto di vista dell’altro non solo cognitivamente ma anche, e soprattutto, emotivamente.
La risonanza emotiva che si può vivere mettendosi nei panni dell’altro è fondamentale non per condividere ed accettare obbligatoriamente opinioni e comportamenti del partner, ma per rendersi conto di cosa si può provare guardando gli eventi da un altro punto di vista, per rendersi conto di emozioni e sensazioni che, in quanto non appartengono alla persona, sono difficili da percepire pur costituendo aspetti essenziali della vita dell’altro.
Amare vuol dire accogliere non solo ciò che si condivide o ciò che comunque si comprende, ma piuttosto ciò che non è neppure comprensibile per la persona che ama.
